mercoledì 2 febbraio 2011

La Rabbia e l'Orgoglio di una squadra, la mia squadra.

Ieri sera ho assistito ad uno dei miracoli dello sport. Il miracolo di unire le persone più di quanto qualsiasi altra cosa sia in grado di fare. Si tratta di un'unione particolare, tutti tesi, insieme, per il raggiungimento di un obiettivo. Ci sono obiettivi più grandi o qualcuno direbbe più nobili  al mondo, questo io non lo metto in dubbio, ma mentre giochi, per dirla alla Vasco, noi soli dentro ad una palestra, e tutto il mondo fuori! O qualcosa del genere, insomma. Ci sono sport in cui conti i punti - la pallavolo, il tennis ecc.. - altri in cui il tempo fa da padrone - la pallacanestro, il calcio ecc. - . Bene, nel mio sport ci sono 40 minuti effettivi da giocare. Ieri sera abbiamo urlato per un'ora e mezza. Dal primo minuto, anzi, da ancora prima del primo minuto. Dal "viaggio" in macchina con Giulietta e i Negrita a palla, dall'arrivo negli spogliatoi con la colonna sonora di Rocky, dal riscaldamento, dall'urlo iniziale. La potevi vedere, quella luce negli occhi di tutte, quella voglia, quella smania di vincere! La potevi sentire, l'emozione, l'agitazione e l'adrenalina pura che ti scorre nelle vene poche volte nella vita, la potevi sentire anche dall' "Oh cazzo!" spontaneo di Mara, quando le è stato detto che sarebbe stata nel quintetto base, la potevi sentire da quel PENETRIAMO urlato ai 10mila decibel prima della palla a due. Dal primo secondo della partita e per tutta la partita, ma tutta, dico proprio tutta, dalla panchina e dalla tribuna un incitamento continuo. Su ogni palla recuperata, rimbalzo preso, contesa conquistata, canestro realizzato. Su quest'ultimo poi, ogni canestro sembrava un goal tanto si esultava. Ma quello ancora più importante è che, per quanto sia grata alla meravigliosa ed eccezionale tribuna che abbiamo avuto ieri sera - credo la più numerosa e casinista che abbia mai visto in questi 5 anni -, noi dalla panchina esultavamo anche per palle perse, rimbalzi mancati, canestri non realizzati. E, no, non è che siamo tutti scemi o ci siamo rincretiniti da un momento all'altro, esultavamo perchè anche se in quell'azione non  si era fatto bene, beh, cazzo, lo sentivi scalpitare quell'unico cuore di 12 persone e quindi non potevi far altro che continuare a dirgli "Va bene lo stesso, ma non smettere, non smettere mai!" .Abbiamo vinto nel sudore e nella gioia, con la difesa e anche dai, possiamo anche dirlo, anche con un cicinin di culo perchè ieri sera ci è davvero entrato di tutto. Forse è anche vero che abbiamo tirato con più convinzione, convinzione data da una motivazione chiara e decisa e sentita, motivazione smossa da una  ferita che non si è mai cicatrizzata, a mio parere, mai prima di ieri sera. Gli avversari avevano detto che si sarebbero presentati con i quaderni, beh io spero vivamente che abbiano preso appunti. Mi perdoni la Fallaci per quest'emulazione, mi rendo conto che il contesto non è assolutamente lo stesso (tanto per intenderci, lei parlava della rabbia e dell'orgoglio di un'intera nazione dopo l'attacco alle Twin Towers), ma ieri sera io ho visto scendere in campo La rabbia e l'orgoglio di una squadra, la mia squadra. La rabbia per quell'Andata rubata, dove ci avevano sottratto ciò che sarebbe stato nostro se non ci fosse stato il sesto uomo in campo - e questo "SE" è stato ampiamente dimostrato ieri sera. L'orgoglio nell'andarci a riprendere la nostra partita, nell'andare a dimostrare che non siamo solo delle blablabla, ma che riusciamo anche a mettere in pratica quello diciamo. Io personalmente ho parlato e scritto tanto prima di questa partita, l'ho fatto perchè proprio dentro quelle cose non ci rimanevano, e l'ho fatto anche per cogliere il rischio di fare un'enorme figura di merda - in caso di sconfitta -  ma francamente, io conosco la mia squadra e sapevo che non l'avremmo fatta, che non glie l'avremmo  fatta passare liscia. 40 minuti in vantaggio, sempre sopra con picchi massimi di +12 e minimi di +4. Abbiamo anche corso qualche rischio ma i momenti in cui la testa ha traballato sono stati davvero minimi. Per dirla con parole un po' discordanti, è come se avessimo giocato con una freddezza assoluta spinte dalle onde delle emozioni.
E' già ora di pensare alla prossima partita, quello che però mi fa incazzare è che ieri siamo riuscite a sviluppare gran parte del nostro potenziale, vincendo dignitosamente e meritatamente, potenziale che abbiamo ma che riusciamo a tirare fuori solo quando sotto ci sono delle questioni di pancia,  e non mi riferisco certo all'areofalgia! (La precisazione è necessaria perchè conosco i miei polli).
Io personalmente voglio ringraziare Roberto, Jose, Laura, Francesca, Lorenza, Chiara, Maria, Valeria, Giulietta, Jessica e Mara, per avermi regalato le emozioni di ieri sera.

                           VAMOS COMPANEROS, VAMOS!!!

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