giovedì 24 febbraio 2011

Gramellini all' "8 Marzo": tra la paura e i sogni


da La Nuova Voce del 23 febbraio 2011

Evento- Vacis e Gramellini incontrano duecento allievi del Liceo Scientifico "8 Marzo"
Gli studenti "stregati " dalla paura
I sogni, il futuro e la lettura: una mattinata da incorniciare all'auditorium

Sabrina Russo



L’8 Marzo ha vissuto la sua giornata memorabile in compagnia di Massimo Gramellini. Giovedì  17 febbraio Tecnici, operatori del personale, insegnanti hanno lavorato al meglio per far sì che tutto andasse nel migliore dei modi. E così è stato. Preceduto da Gabriele Vacis e la sua trupe, il celebre giornalista è arrivato alle 10.15 nell’auditorium dell’istituto, gremito dagli alunni di tutto il triennio del liceo. Presente in sala anche il sindaco Aldo Corgiat, che ha presenziato all’incontro sin dall’inizio ed ha preso la parola nella parte conclusiva della giornata. Il primo a parlare è stato Giuseppe Lazzarino, docente di inglese del liceo che ha aperto il suo discorso così “ Quello che ci fanno oggi Vacis e Gramellini è un regalo speciale. Quest’anno ricorre il decennale del nostro liceo. All’inizio contavamo 20 persone, una classe sola. Oggi possiamo vantare una crescita esponenziale, sono circa 400 gli iscritti e il numero delle sezioni è salito a 4. Ci abbiamo creduto, dietro a questo risultato importante c’è stato un mare di lavoro, ma cosa ancor più importante, il liceo deve avere un’anima ed oggi, come ogni giorno, cerchiamo di dare un’identità a quest’anima”. Dopo gli applausi di benvenuto ed un iniziale momento in cui Gramellini è stato assalito dai ragazzi per farsi firmare qualche autografo, si può dare inizio allo “spettacolo”. In apertura la lettura della prefazione de Il Piccolo Principe e, a seguire, la proiezione in pillole del film documentario di Vacis “La paura si-cura” con conseguente commento da parte di Gramellini e Vacis stesso. C’è stato modo di leggere anche un estratto dal primo romanzo di Gramellini “L’ultima riga delle favole”. Al centro dell’attenzione c’era la paura. Paura di sognare, del futuro, di amare, della morte. E ancora, tra i filmati proiettati, vi erano quelli in cui apparivano i ragazzi dell’8 Marzo, presenti in sala: la paura di Alice e del dolore, di Andrea e dei treni, di Gloria e dell’anoressia. In seguito a questi interventi e, soprattutto, dopo il commento di Gramellini, il silenzio ha invaso la sala: in una sola ora, l’ospite è riuscito a fornire una vera e propria lezione di vita. Imparare ad avere paura, scavare in essa per riuscire a trovare il coraggio necessario per superare le paure stesse. Non meno importante, è avere un sogno, un obiettivo da perseguire affinché questo dia un senso alla vita ma soprattutto affinché questo sia mosso dal  “Motore più potente dell’universo: l’amore”. Proprio come direbbe Mister “Buongiorno”.

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