martedì 1 febbraio 2011

Fuso orario sballato ( e non solo )

Sembrerà che io scriva ad orari improponibili. E a volte è anche così. Questa è un'altra storia ma pazienza.
Dopo un inizio alquanto improvvisato, sul tono "FuckYeah", che ha stupito anche me, non scriverò una di quelle presentazioni del ti' "Mi chiamo x, mi piace y, ho un carattere z" ecc..ecc.. Roba che tempo zero risulterebbe noiosa, priva di interesse. A meno che non sia scritta con un certo tono, anche un po' incalzante, a meno che non si parli di se stessi in chiave verosimile e allora forse, e dico forse, qualche speranza di tener viva l'attenzione del malcapitato su questa pagina, oltre che la sua palpebra aperta e non piangente come i salici, beh, allora forse ci sarebbe. A quel punto però, più che parlare di me stessa ho costruito un personaggio e quindi, se proprio devo scegliere il modo di costruire un personaggio, il mio o altri che siano, preferisco farlo pian piano. Colui che si svela particolare dopo particolare.
Ed ecco che si smonta da sola aggiungendo che è stato inventato e aggiornato un profilo che toglie un po' di piacere alla scoperta. Ma suvvia, non saranno certo 4 film, libri o cantanti a far capire come sono, no?
Bene, ora che avrete capito che non solo il mio fuso orario è sballato, ma forse anche qualche neurone non ce la fa più, passiamo al La signorina Felicita. Si, così, random, perchè questo è un flusso di coscienza, il mio flusso di coscienza e quindi mi sono permessi tutti i collegamenti meno collegati che esistano al mondo.


"Rinnegherei la fede letteraria 
che fa la vita simile alla morte... 

Oh! Questa vita sterile, di sogno! 
Meglio la vita ruvida concreta 
del buon mercante inteso alla moneta, 
meglio andare sferzati dal bisogno, 
ma vivere di vita! Io mi vergogno, 
sì, mi vergogno d'essere un poeta! 
Tu non fai versi. Tagli le camicie 
per tuo padre. Hai fatto la seconda 
classe, t'han detto che la terra è tonda, 

ma non ci credi... E non mediti Nietzsche... "


Quando in quinta liceo, con la prospettiva, la speranza o non so che altro affine, hai intenzione di andare a studiare Lettere, ergo di suicidarti economicamente -ma lasciamo perdere- ti capita di leggere versi del genere, non puoi far altro che sentirti pugnalato dentro. Colto dritto nel segno, fregato cazzo! Eppure sfidi la sorte, a volte li senti più lontani, altre più vicini. A volte di chiedi che senso avrebbe la tua vita se la passassi a scrivere, inventare, parlare di cose che non esistono, altre però ti rendi conto che quella che hai preso era l'unica strada possibile che tu avresti potuto scegliere, perchè come sostiene Gramellini  " Aveva saputo da qualche parte che quando un sogno ti resta incollato addosso significa che non è più un’illusione, ma un segnale che ti sta indicando la tua missione nella vita. Cucinare. Fare calcoli. Riparare orologi. Ciascuno di noi ha la sua e l’errore è credere che una sia più importante dell’altra, solo perché non tutte procurano fama e denaro."

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