Buonasera professoressa P,
sono la casinista, quella che ad un certo punto è anche quasi scoppiata a piangere dal nervoso. Mi presento: mi chiamo Sabrina Russo, e sono iscritta al primo anno nella Facoltà di Lettere, curriculum moderno, contemporaneo.
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Sono arrivata a casa stanca stremata dalla giornata, ma nel mettermi a letto non ho fatto altro che rigirarmi per mezz’ora, pensando a quello che ora mi sono decisa a scriverLe, perché non riesco a tenermelo dentro ancora per molto.
Io sono rimasta nauseata e disgustata da quanto accaduto ieri. Non per tutto, non, ad esempio, dal fatto che siamo riusciti a mobilitarci tutti cento venti o quanti siamo, e, tutti uniti abbiamo lottato per un unico obiettivo, non sono rimasta disgustata dal fatto che Lei è rimasta al nostro fianco e non ci ha mandati al "macello". Sono rimasta disgustata ed indignata dal fatto che il preside di una Facoltà di Lettere, che è una facoltà di pensiero, dove si insegna, si abitua e si allena il pensiero stesso, una facoltà dove le materie insegnate trasmettono insegnamenti di vita, valori anzi, Valori, Cultura, letteratura, non abbia trovato altro modo per risolvere la questione se non quello di andarsene, lasciando tutti con un pugno di mosche tra le mani. Sono indignata dal fatto che non ho potuto nemmeno tentare di far presente che noi paghiamo fior di soldi di tasse per avere un servizio che è quasi pari a zero. Non posso ancora credere al fatto che mio padre si spacchi la schiena tutto il giorno tutti i giorni, per mandare avanti la mia famiglia e per mandarmi in un’università dove io, e i miei colleghi, siamo costretti a: sederci per terra se arriviamo 2 minuti in ritardo alla lezione, sederci in mezzo alla sporcizia, cumuli e cumuli di sporco, la lana di polvere presente a Palazzo Nuovo tra un po’ prenderà vita se andiamo avanti così! Non posso credere al fatto che se non mi siedo per terra mi devo sedere sulle scale. E, Sa a cosa penso mentre sono seduta sulle scale e non riesco nemmeno a vedere chi parla perchè non sono un vatusso in piedi figuriamoci accovacciata sulle scale? Penso all’eventualità di dover evadere dalle aule o da Palazzo Nuovo, e penso a quante persone rimarrebbero bloccate lì dentro, e penso al fatto che in mezzo a quelle persone potrei esserci io, potrebbe esserci Lei, i miei amici, i Suoi amici o il primo sconosciuto che si trovava lì per caso.Di quest'affermazione i più penseranno che io sia una persona catastrofica e pessimista. No, io sono una persona realista, nonostante tutto. Sono realista nell’affermare che nonostante tutti i soldi che paghiamo non ci viene garantita neanche la sicurezza. Perché tanto si sa come vanno a finire queste cose: poniamo per assurdo che scoppi un incendio e ci siano un tot di vittime. Tutta Italia piangerà quelle vittime, tutti poi diranno “Si poteva fare questo, di DOVEVA fare quello e invece…” per un po’ di tempo la notizia verrà bombardata mediaticamente, finchè non ci sarà qualche piccola e di dubbia rilevanza modifica e tutto svanirà nel dimenticatoio, come sempre. Ma questo è un altro discorso. Io faccio presente che pago, paghiamo, delle tasse spropositate e che voglio almeno che mi sia garantito il diritto allo studio. Se proprio non vogliono metterci in condizioni di sicurezza (cosa che io presumo non sia così, ma non ho assolutamente le competenze legali o specifiche del settore per ammetterlo con certezza!) almeno che ci garantiscano il diritto di seguire i corsi, le lezioni! E invece cosa mi sento rispondere? “Tu non capisci niente”. Tanti anni di studi e sacrifici per poi sentirsi dire una cosa del genere solo perché nel frattempo ho assunto la capacità di pensare e non mi piego al volere dei “superiori” come fanno i caproni ma reclamo i miei diritti. Io non ci sto, non mi sta bene, non mi sta bene per niente! Che cosa studiamo a fare allora? La mia fede nella letteratura non barcolla, ma Sa, quando succedono cose del genere, a barcollare è la speranza che il mondo non sia veramente così come chi si è arreso ci dice. Io non sono un’ignorante. O meglio, lo sono nel senso proprio e latino del termine: ci sono molte cose che non conosco, ma se la mettiamo così, allora siamo tutti ignoranti, nessuno escluso!
Sa che cosa mi fa arrabbiare inoltre? Mi fa arrabbiare che sia opinione diffusa che noi (inteso Noi studenti) nella vita non facciamo niente. Le cito più o meno testualmente cosa ho sentito dire in presidenza dalla signora riccia bionda di cui non ricordo il nome “Cosa volete voi? Volete non venire all’università il giovedì il venerdì ed il sabato perché volete fare il weekend lungo! Ecco cosa volete! Cominciate a fare dei sacrifici, e a fare qualcosa” Il succo era più o meno questo; riguardo alla questione del weekend lungo sono sicura quant’è vero che la Mole Antonelliana si trova a Torino! Ora io mi chiedo, ma come si permette? Come fa a giudicarci così tutti in blocco? Lei non lo può sapere e, non dovrebbe aver bisogno di saperlo per non emettere un’affermazione del genere, che io studio, lavoro, gioco a pallacanestro e, il più delle volte il mio tempo libero lo passo a fare da babysitter alla mia sorellina di cinque anni. Inoltre, ha proposto di comprarci un gazebo, ebbene! Che lo compri allora!
Tornando al discorso delle tasse, quale servizio ci viene offerto? Quello di poter dare gli esami? Sicuramente Lei sarà al corrente che mediamente si dovrebbero spendere dai 60 agli 80 euro ad esame per comprare tutti i libri. Quindi, ricapitolando. Io al momento ho pagato 543,62 euro per: sedermi per terra in mezzo allo sporco, essere umiliata, non poter ricevere l’insegnamento di tutti i corsi (Senza contare che io sono dell’idea che un corso possa essere più o meno difficile - e questo è soggettivo - ma non più o meno importante! Come si fa a dare un valore qualitativo alla cultura?), dovermi adattare per forza alle decisioni che vengono prese da persone che mi, ci considerano solo dei numeri. Io non sono solo la matricola 738976. Io, lo ripeto, mi chiamo Sabrina Russo, ho un’anima, un cuore, dei sentimenti, aspirazioni e sogni. Sogni che forse questa gente non ha più e che ha sostituito con frustrazioni che riversa su di Noi.
Sa quanto ci ho messo a capire quali corsi dovevo seguire ad inizio anno? Eppure, ti dicono “Sei grande oramai, non sei più al liceo, arrangiati!” E’ tutto un grosso ARRANGIATI, se sei un genio bene, altrimenti rimani indietro, altrimenti rimani fuori corso – “Così noi ci strofiniamo le mani di fronte ad una nuova entrata!” Io non ci sto professoressa, non ci sto!
Ci tengo a precisare che non è tutto così. Ci sono delle mosche bianche nel mezzo. Persone per cui vale la pena continuare a combattere, persone che ti aiutano a stringere i denti e ad andare avanti. Per me Lei, da ieri, fa parte di quelle persone. Oltre alle persone, che come giustamente Lei ha detto "Passano" ci sono i libri e quelli restano.
Ora, mi scuso se leggendo la presente si sarà messa le mani nei capelli più e più volte per questa sintassi disordinata e poco fruibile e per il lessico, non dei più formali. Mi scuso ma aggiungo che questo è il risultato di lacrime di rabbia messe per iscritto nero su bianco.
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La saluto con affetto

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